Create molecole per estrarre uranio dall'acqua
La scarsa disponibilità di uranio è uno tra i principali problemi legati all'energia nucleare. Il problema sembra simile a quelo del petrolio: le risorse non sono esaurite, ma costa sempre di più estrarlo.
La rivista scientifica Chemical Science ha pubblicato una ricarca statunitense dove si afferma che è stata isolata una classe di molecole in grado di estrarre uranio direttamente dall'acqua di mare. Diverse tonnellate del prezioso minerale sarebbero presenti nei nostri oceani con una densità pari a 0,003 parti per milione. Se si riuscisse ad estrarlo sarebbe una fonte pressoché infinita (sono stimati infatti circa 4,5 miliardi di tonnellate).
La tecnica dell'incapsulazione consiste nell'utilizzo di queste molecole come leganti in grado di attrarre chimicamente le molecole di uranio presenti nel mare isolandole dall'acqua e dalle altre sostanze disciolte.
Il problema principale è legato all'enorme volume d'acqua da trattare per ottenere un quantitativo soddisfacente di uranio. Una centrale nucleare da 1 GW, infatti, consuma in media 180 tonnellate di uranio all'anno e per ottenere questo quantitativo dovrebbero essere trattati 2000 metri cubi di acqua al secondo...
