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ENERGIA nella
BIOEDILIZIA

 

Sistemi di produzione energetica nella bioediliziaProduzione

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- riscaldamento
- raffreddamento

 

Risparmio energetico nella bioediliziaUtilizzo

- illuminazione

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- elettrodomestici

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Mantenimento e accumulo dell'energia nella bioediliziaMantenimento

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Certificazione energetica ambientaleCertificazioni

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ENERGIA nei
TRASPORTI

 

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- metano
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- concept car

 

 

 

Produzione e/o estrazione dei COMBUSTIBILI

 

- biocarburanti

- diesel

- idrogeno

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Via i certificati verdi

 

certificati verdiNella manovra economica è spuntato un taglio che non aggiunge nulla al bilancio dello Stato e toglie ossigeno alla spinta verso le rinnovabili e verso la green economy. Via i certificati verdi. Via lo strumento nato per garantire una quota fissa di energia pulita nel pacchetto delle aziende che vendono energia. Via un puntello per arrivare al traguardo del 20 20 20, cioè al rispetto degli obiettivi fissati dall’Unione europea per ridurre le emissioni serra, aumentare l’efficienza, far crescere la competitività del vecchio continente. Tutto senza nemmeno un piatto di lenticchie in cambio: lo Stato non assume oneri diretti nella vicenda dei certificati verdi.


Lo spiega bene Francesco Ferrante, che dal Senato ha lanciato l’allarme: «L’articolo 45, questo il passaggio trappola contenuto nella manovra finanziaria, destabilizza tutto il settore delle fonti rinnovabili, e inconcepibilmente, senza che ci sia alcun effetto per le entrate dello Stato, visto che il meccanismo dei certificati verdi prevede che siano  le aziende del settore energetico a produrre  una quota minima da fonti rinnovabili e a muovere così i progetti da biomasse e biogas, eolici, geotermici, idroelettrici. Uno sgambetto che colpisce le rinnovabili proprio nel momento in cui avevano raggiunto un quarto del totale dell’elettricità prodotta in Italia».


Niente risparmi (a parte un alleggerimento delle bollette pagato però con una perdita pesante in termini occupazionali e con l’abbandono di un settore strategico) e un futuro più difficile visto che con questo provvedimento la strada per raggiungere gli obiettivi energetici al 2020 è più che mai in salita. Anev, Anab, Aper, Federpern, Fiper, Greenpeace, Ises, Legambiente e Kyoto club hanno protestato parlando di decine di migliaia di posti di lavoro in pericolo nel settore delle rinnovabili.

 

Fonte: La Repubblica