Nuovi biocarburanti sostenibili
Il dibattito innescato fra crisi alimentare e biocarburanti che ha praticamente vanificato buona parte dei progressi realizzati nell'ambito dei biocarburanti. Ma coltivare piante bioenergetiche in un territorio precedentemente inutilizzabile per colture alimentari a causa dell’alta salinità del suolo, può aiutare a risolvere questo problema.
Mentre le colture bioenergetiche in acqua salata sono state sempre ai margini dell’orticoltura per decenni, la nuova domanda di energia alternativa ha spinto l’idea a farsi strada fino alle pagine più importanti delle prestigiose riviste scientifiche attirando anche l’attenzione degli scienziati della NASA.
Halophyte:
Soluzione Sostenibile
Le aree salate di tutta la terra quindi potrebbero essere adibite per aiutare a produrre questi biocarburanti e questi terreni incolti sono presenti in tutto il mondo.Si stima che 480 mila miglia quadrate di terreni non utilizzati in tutto il mondo potrebbero essere utilizzati per farvi crescere uno speciale set di piante e colture tolleranti all’elevata salinità del suolo. Questo potrebbe produrre 1,5 miliardi di barili di biocarburante all’anno. Ad esempio una pianta come l’Halophyte può prosperare in terreni con alta percentuale di salinità. Mentre il sale procura danni alla maggior parte delle piante, alcune sono in grado di utilizzare il sale presente e attraverso l’osmosi ricavare acqua dolce per la crescita.
Queste piante sono interessanti candidati per essere utilizzate come biocarburante dato che hanno un’elevata biomassa e semi molto oleosi. I ricercatori fanno notare che piante come Halophyte, o la Salicornia bigelovii, producono 1,7 volte più olio per ettaro del girasole, comune fonte di olio vegetale. Naturalmente, la coltivazione industriale di Halophyte per la biomassa e la sua trasformazione in biocarburante richiederà ulteriori riduzioni dei costi. Molti osservatori del settore si aspettano che entro i prossimi cinque anni si possa rendere la tecnologia veramente economica.
