Biocarburanti : certificazioni UE e nuovi progetti
La Commissione europea non indietreggia ed è decisa a mostrare i muscoli per difendere la sua politica di promozione dei biocarburanti, nonostante le critiche delle associazioni ambientalistiche che li ritengono inadatti a ridurre le emissioni di C02: a garanzia della sostenibiltà dei carburanti verdi, il Commissario Ue per l’Energia Gunter Oettinger ha presentato il meccanismo di certificazione scelto dall’esecutivo europeo.
Il nuovo sistema mantiene i criteri di sostenibilità già fissati, con la clausola che le e coltivazioni destinate ai biocarburanti non dovranno venir fatte a spese della deforestazione o dell’uso di praterie e terreni umidi. Inoltre i biocarburanti dovranno permettere una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra iniziale del 35% per poi passare al 50% nel 2017 e al 60% nel 2018. Si stringono però i freni per quanto riguarda una certificazione che sarà obbligatoria e dovrà seguire procedure stringenti. In particolare, organizzazioni ad hoc, sottoposte all’esame della Commissione per validità e competenza, saranno incaricate di proporre simboli e marchi di sostenibilità dei biocarburanti proposti da Stati membri e industria. Ogni anno dovranno organizzare un sistema di auditing interno per verificare che, dal contadino alla distribuzione, i criteri Ue vengano rispettati. Il permesso accordato dalla Commissione a queste organizzazioni avrà una durata di cinque anni, ma potrà essere revocato in ogni momento se verranno meno ai loro obblighi. Alla certificazione potrebbe ancora aggiungersi un criterio ulteriore, per tenere conto del cosiddetto cambiamento indiretto dell’uso del territorio, cioè del calcolo delle emissioni legate alla diversa destinazione dei suoli. La valutazione su questo punto è ancora in corso. Secondo la direttiva Ue, le fonti di energia rinnovabile dovranno produrre entro il 2020 il 10% dei carburanti utilizzati per il trasporto. Un traguardo ancora lontano: nel 2008 mediamente in Europa i carburanti verdi non hanno rappresentato che il 3,4%.
Contemporaneamente, a Berlino viane presentata una prima mondiale nella storia dell’aviazione e un grande successo per il trasporto aereo alternativo ed eco-sostenibile. Il consorzio Eads, la casa madre di Airbus, è riuscito a far volare un aeroplano ricorrendo a uno speciale cherosene derivato al 100% da alghe marine. Per Eads, i biocarburanti potranno rappresentare fino al 30% del carburante utilizzato nel trasporto aereo entro il 2030.
La dimostrazione è stata messa in pratica, in occasione del Salone tedesco dell’aeronautica (Ila), quando l’apparecchio, il bi-motore di costruzione austriaca Diamond DA42 NG (New Generation), ha dato una buona e sicura dimostrazione delle potenzialità strategiche dei carburanti ecologici e soprattutto di come ci si possa librare in aria senza inquinarla. I voli dimostrativi, seguiti da un pubblico attento e curioso, sono continuati per alcuni giorni fino alla chiusura della manifestazione. Così grazie alle alghe del mare anche i cieli potranno “respirare” meglio.
